Chiara Ferragni dopo fine pandoro gate: cachet e capitolo chiuso
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Direttore: Franco Ferraro

“La verità sul mio cachet”: Chiara Ferragni rompe il silenzio dopo la fine del Pandoro Gate

Chiara Ferragni truccata e vestita di nero

Dopo la chiusura del caso Pandoro Gate, Chiara Ferragni, da prosciolta, ha rotto il silenzio con alcuni particolari dettagli.

Nelle scorse ore si è concluso, dopo due anni, il caso che ha visto coinvolta Chiara Ferragni in relazione al Pandoro Gate e alle uova di Pasqua. L’imprenditrice digitale è stata prosciolta e sui social, a distanza di qualche ora, ha voluto rompere il silenzio per togliersi qualche sassolino dalle scarpe con annessi dettagli importanti.

Chiara Ferragni
Chiara Ferragni – newsmondo.it

Chiara Ferragni dopo chiusura Pandoro Gate

Pronta a ricominciare dopo due anni infernali. Questo in sintesi il messaggio che Chiara Ferragni ha voluto mandare a tutte le persone che la seguono a seguito della chiusura del caso pandoro e delle uova di Pasqua. Sui social, l’imprenditrice digitale si è tolta qualche sassolino facendo delle precisazioni in merito alla vicenda che l’ha coinvolta.

“Il mio procedimento si è chiuso ieri con un proscioglimento. Il giudice ha stabilito che non c’erano nemmeno i presupposti per un processo penale”, ha esordito la Ferrangi. “È una frase semplice, tecnica, definitiva sul piano penale. Ed è giusto partire da qui”.

La ripartenza e il dettaglio sul cachet

La Ferragni ha quindi detto: “Questi due anni sono stati a dir poco complessi. Non perché avessi dubbi su me stessa, ma perché vivere sotto giudizio continuo, senza poter rispondere, senza poter spiegare, ti mette alla prova in modo profondo. Mi sono sempre presa la responsabilità per ciò che riguardava la pubblicità ingannevole. Ho capito che era stato un errore, ed era giusto riconoscerlo.
L’ho fatto: ho pagato, ho corretto, ho chiesto scusa”.

Interessante precisazione anche in merito ai compensi percepiti in relazione alla vendita dei pandori e delle uova: “Il mio cachet in quelle operazioni era fisso, non guadagnavo in base alle vendite. Ero all’apice della mia immagine e del mio lavoro. Non esisteva alcun motivo, né economico né sensato, per cui io potessi voler ingannare qualcuno. Proprio per questo una cosa è un errore amministrativo, un’altra è un reato penale”.

Dal canto suo la Ferragni ha poi precisato come la decisione del giudice “non è una ‘assoluzione a metà’ come qualcuno ha tentato di far credere. È, se possibile, qualcosa di ancora più chiaro: significa che questo processo, così come era stato costruito, non aveva nemmeno i presupposti per esistere fino in fondo. Non è: ‘Non sappiamo come è andata’. È: ‘Non c’erano le basi per portare avanti un procedimento penale'”.

Nella conclusione del suo messaggio, la Ferragni ha sottolineato di aver sofferto e di essere stata esposta al giudizio altrui e di essere arrivata ad avere la consapevolezza che “[…] oggi non festeggio una vittoria. Oggi chiudo un capitolo”.

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ultimo aggiornamento: 15 Gennaio 2026 17:16

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